17 Aprile 2023

Children Press Office

Siccità e aumento dei prezzi: le famiglie in difficoltà

Il Kenya sta vivendo un momento di forte difficoltà e ad essere colpite sono soprattutto le famiglie più fragili. L’economia e il turismo faticano ancora a ripartire dopo il blocco imposto dalla pandemia, crescono la disoccupazione e il debito pubblico. Le conseguenze della guerra in Ucraina, inoltre, si fanno sentire anche nel Corno d’Africa, dove faticano ad arrivare il grano e i fertilizzanti un tempo importati proprio dall’Europa, e dove l’aumento dei prezzi delle materie prime è diventato un problema diffuso e urgente.

“Proprio come succede in Europa, anche in Kenya l’aumento dei prezzi ha ripercussioni sulla vita di tutti i giorni, quando si va al mercato o nei negozietti” racconta Anna Laura Dilauro, coordinatrice dei progetti di Children of Africa. “Il costo di un chilo di fagioli è triplicato negli ultimi anni, quello dell’olio e della farina di mais è più che raddoppiato. Il prezzo di un sacco di riso è passato da 1.600 scellini kenioti (10,50 Chf) a 2.400 scellini (16 Chf). L’impatto degli aumenti sulle famiglie più povere è altissimo”.

 

 

Le proteste

Il leader dell’opposizione, Raila Odinga, ha indetto manifestazioni per chiedere provvedimenti contro il carovita e per denunciare nuovamente i presunti brogli elettorali a suo svantaggio nelle elezioni dello scorso agosto.

Per alcune settimane in Kenya, in particolare a Nairobi e nelle città più grandi, si è assistito a violenti scontri e attacchi a edifici che hanno portato a tre morti e almeno 400 feriti. 

In questi giorni il presidente Ruto e il rivale Odinga stanno trattando per cercare una soluzione, ma la tregua poggia su un equilibrio molto fragile.

“Le proteste hanno interessato più le aree urbane” spiega ancora Dilauro. “Nei villaggi rurali e sulla costa turistica si sono sentite poco, ma il carovita colpisce molto duramente le famiglie che sosteniamo”.  Nei contesti rurali, infatti, gli aiuti del governo spesso non arrivano, lo abbiamo visto succedere durante la pandemia e sta accadendo di nuovo adesso. Per questo motivo il sostegno alle fasce più deboli è particolarmente importante in questi momenti.

La peggiore siccità degli ultimi decenni

La situazione è resa ancora più complessa dal fatto che il Kenya vive la peggiore siccità degli ultimi decenni e buona parte della popolazione è impiegata proprio nel settore primario. “Nel 2009 decidemmo di allargare il nostro intervento all’entroterra di Malindi anche per rispondere ai problemi che la mancanza di piogge stava creando” conferma Carolina Bernasconi, direttrice di Children of Africa. “Adesso però vediamo situazioni simili anche sulla costa”.

Già in quegli anni, infatti, le famiglie avevano cominciato a coltivare prevalentemente tuberi o altri ortaggi che hanno bisogno di poca acqua, spesso però senza successo. La famiglia di Eunice, una delle bambine che poi abbiamo inserito nel programma di sostegno a distanza, era solita coltivare mais. Quando i raccolti sono diventati troppo poveri, ha iniziato a fare come molti altri nell’area: bruciare legna per produrre carbone da vendere. Questo, però, ha aumentato l’abbattimento degli alberi, contribuendo a rendere l’area ancora più arida.

 

 

Altre donne, invece, abbandonati i campi hanno iniziato a rompere sassi per vendere pietrisco alle imprese edili. È stato ad esempio il caso della mamma di Mwanazo, un’altra delle bambine sostenute, che dopo la morte del marito ha sempre faticato a provvedere da sola ai figli. A causa del periodo di siccità prolungato ha iniziato a spaccare pietre per pochi scellini al giorno, ma gli acquirenti non sempre si trovavano quindi, prima del nostro intervento, succedeva che lei e i bambini rimanessero anche giorni interi senza mangiare.

“Siccità e aumento dei prezzi hanno un impatto notevole sulle famiglie più fragili e, quindi, sulla risposta che siamo chiamati a dare” conferma Bernasconi. “Il nostro sforzo è sempre quello di adeguare le attività alle necessità non solo del momento, ma anche della singola persona che stiamo supportando. Monitoriamo da vicino ogni famiglia per fornire ciò di cui ha più bisogno, si tratti di supporto alimentare o visite specialistiche. Stiamo inoltre promuovendo gruppi di lavoro per le donne dei villaggi rurali che, attraverso l’intreccio e la vendita di cesti in fibre naturali, possono avere una rendita che le aiuta”.

 

Il supporto di Children of Africa

Grazie al supporto di tanti donatori, Children of Africa oggi si prende cura di quasi cento bambini e delle loro famiglie attraverso il sostegno a distanza, ma sono sempre di più quelle che vengono segnalate come bisognose dai leader di comunità. Le soluzioni a problemi tanto articolati non possono essere immediate, ma ora più che mai l’impegno della nostra organizzazione è quello di essere vicini alle famiglie più fragili, occupandoci in particolare dei bambini e dei giovani perché possano avere gli strumenti per affrontare un futuro sempre più complesso.

Dona ora per sostenere le nostre attività al fianco di bambini e giovani!

 

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