12 Giugno 2026
Children Press Office
Le immagini degli incendi nelle scuole keniane e la tragedia che pochi giorni fa ha causato la morte di numerose studentesse in un dormitorio hanno scosso tutto il Paese. Da settimane proteste, atti di vandalismo e violenze stanno interessando diverse scuole secondarie, al punto che molti istituti hanno sospeso le lezioni e rimandato gli studenti a casa a tempo indeterminato.
Una forma estrema di protesta che in Kenya non è nuova, ma che nelle ultime settimane sembra essersi diffusa anche per effetto dell’emulazione e dei social media. Dietro questi episodi emergono il disagio di tanti giovani, le difficoltà della vita nelle boarding school, lo stress e la forte pressione legata agli esami e ai risultati scolastici, in un contesto sociale che sta cambiando rapidamente e pone nuove sfide al sistema educativo del Paese.
Una situazione che coinvolge anche i bambini e le ragazze seguiti dai progetti di Children of Africa.
«Quello che sta succedendo nelle scuole keniane non ha soluzioni semplici», spiega Michele Senici, responsabile dei progetti di Children of Africa. «Dietro questi episodi ci sono il disagio di tanti giovani e le difficoltà di un sistema educativo che sta cercando di rispondere ai bisogni di una popolazione in continua crescita. Serviranno tempo e investimenti per affrontare problemi così profondi. Nel frattempo, però, chi lavora nella scuola ha la responsabilità di non lasciare soli i ragazzi e di continuare a offrire loro punti di riferimento sicuri».
Al Mama Lorenza’s Vocational Centre le notizie degli incendi e delle proteste hanno inevitabilmente generato preoccupazione. Alcune ragazze faticano a dormire e manifestano timori per la propria sicurezza.
La preside Jane Mwaka ha scelto di affrontare la situazione partendo proprio dall’ascolto delle studentesse.
«Le ragazze hanno paura e sarebbe sbagliato fingere che non sia così. Il nostro compito è ascoltarle, aiutarle a esprimere quello che provano e fare in modo che la scuola continui a essere un luogo in cui si sentano al sicuro».
Attraverso incontri individuali e sessioni di counseling di gruppo, Jane e lo staff educativo stanno creando spazi di dialogo in cui le ragazze possano condividere preoccupazioni e difficoltà, trovando sostegno e rassicurazione. Un lavoro quotidiano che fa parte della nostra idea di educazione: non soltanto insegnare un mestiere, ma accompagnare ogni studentessa nella sua crescita personale.
Le conseguenze di questa crisi riguardano anche i bambini e i ragazzi sostenuti a distanza da Children of Africa, che frequentano le scuole dei villaggi rurali. Molti istituti hanno infatti sospeso le attività e gli studenti sono stati rimandati nelle proprie comunità.
Per tanti di loro il ritorno a casa non rappresenta semplicemente una pausa dagli studi. I bambini inseriti nelle boarding school sono spesso quelli che hanno bisogno di essere allontanati da situazioni familiari particolarmente fragili o pericolose e che proprio nella scuola trovano un ambiente protetto e stabile.
In questo momento la nostra assistente sociale, Faith Mutua, sta lavorando per mantenere il contatto con le famiglie e con gli studenti, offrendo sostegno e cercando di garantire, per quanto possibile, continuità educativa e vicinanza anche durante la chiusura delle scuole.
In un momento di grande incertezza per il sistema scolastico keniano, Children of Africa continua a essere accanto ai bambini e alle ragazze più fragili, con la convinzione che il diritto all’istruzione significhi anche poter crescere in un ambiente sicuro, trovare adulti di riferimento e non essere lasciati soli nei momenti di difficoltà.